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1 Circolazione generale

1. Introduzione

La circolazione generale comprende regole che riguardano il veicolo nel suo insieme: sistemazione del carico, traino, gestione degli ingombri, accesso alle strade a scorrimento veloce e comportamento verso gli utenti più vulnerabili. Sono argomenti diversi, ma collegati dallo stesso principio: il conducente deve impedire che massa, dimensioni, condizioni del mezzo o scelte di guida creino pericolo o intralcio.

2. Sistemazione e segnalazione del carico

Il carico deve rimanere stabile durante accelerazioni, frenate, curve e variazioni del fondo stradale. Per questo va sistemato e fissato in modo che non cada, non si disperda e non modifichi pericolosamente l’assetto del veicolo. Non deve ridurre la visuale del conducente, ostacolarne i movimenti, coprire la targa o nascondere dispositivi di illuminazione e segnalazione.

Sugli autoveicoli il carico non può sporgere dalla parte anteriore. Una sporgenza posteriore è ammessa per oggetti indivisibili entro i limiti previsti e può arrivare fino a tre decimi della lunghezza del veicolo. La presenza del carico sporgente deve essere segnalata anche quando la sporgenza è minima: il pannello retroriflettente va collocato all’estremità del carico, in posizione ben visibile. Quando il carico occupa l’intera larghezza posteriore, occorrono due pannelli posti alle estremità.

Il pannello non autorizza una sistemazione irregolare e non può essere sostituito da una bandiera rossa. Va inoltre distinto dai pannelli posteriori che rendono riconoscibili determinati autocarri o rimorchi pesanti e dai pannelli arancioni utilizzati per i trasporti di merci pericolose. Nei quiz l’immagine può essere simile, quindi bisogna osservarne grafica, posizione e funzione invece di basarsi soltanto sul colore.

La sporgenza laterale deve restare entro i limiti di sagoma. Sugli autoveicoli gli oggetti possono sporgere lateralmente, nei casi consentiti, fino a trenta centimetri rispetto alle luci di posizione anteriori e posteriori; elementi difficili da percepire, come pali o lastre sottili, richiedono particolare attenzione. In nessun caso il carico può strisciare sul terreno, neppure quando è parzialmente sostenuto da ruote.

Quando si procede dietro un veicolo con merce instabile, bisogna aumentare la distanza di sicurezza e prepararsi a una possibile caduta del carico. Avvicinarsi, spostarsi bruscamente verso sinistra o sorpassare in un punto privo di visibilità aumenta il rischio. Se è possibile farlo senza creare un altro pericolo, è opportuno richiamare l’attenzione del conducente del veicolo che precede.

3. Ingombri, carichi caduti e presegnalazione

Un oggetto caduto, un veicolo fermo o una sostanza sparsa sulla strada possono provocare un secondo incidente. Il conducente deve quindi rendere libero il transito per quanto possibile, evitando però di esporsi inutilmente al traffico. Quando la rimozione immediata non è sicura o non è materialmente possibile, l’ostacolo deve essere segnalato e va richiesto l’intervento degli organi competenti.

Fuori dai centri abitati, un veicolo fermo o un carico caduto deve essere presegnalato con il triangolo nei casi previsti, in particolare di notte oppure quando l’ingombro non è chiaramente visibile da cento metri. Il segnale va collocato prima dell’ostacolo, sulla corsia interessata, ad almeno cinquanta metri e in modo che sia avvistabile da una distanza sufficiente. Non deve essere appoggiato sopra il carico né sistemato sulla corsia adiacente soltanto perché la strada ha più corsie.

Prima di scendere dal veicolo per collocare il triangolo, il conducente deve rendersi visibile indossando il giubbotto o le bretelle retroriflettenti omologate. L’obbligo conserva la sua importanza nelle corsie di emergenza e nelle piazzole, dove la velocità dei veicoli vicini può rendere pericoloso anche un breve spostamento a piedi.

Se sulla carreggiata cadono olio, carburante, fango, sabbia o altre materie viscide, infiammabili o comunque pericolose, il problema non è soltanto l’ingombro. Queste sostanze possono ridurre improvvisamente l’aderenza, soprattutto per motocicli e velocipedi. Chi non ha potuto evitarne lo spargimento deve presegnalare la zona e, quando è possibile agire senza rischi, rimuovere o neutralizzare il materiale con sostanze idonee a ripristinare l’aderenza. Se il pericolo non può essere gestito direttamente, occorre avvertire subito la polizia, i soccorsi o l’ente proprietario della strada.

Le luci di emergenza servono ad avvisare immediatamente chi sopraggiunge, ma non sostituiscono automaticamente il triangolo. Fuori dai centri abitati, di notte, la presegnalazione diventa particolarmente importante quando le luci posteriori di posizione o di emergenza mancano o sono insufficienti.

4. Rimorchi e traino di emergenza

Il traino ordinario di un rimorchio è diverso dal traino eccezionale di un veicolo in avaria. Nel primo caso motrice e rimorchio formano un complesso progettato per circolare insieme; nel secondo si interviene temporaneamente per spostare un mezzo che non può proseguire autonomamente.

Prima di partire con un rimorchio bisogna verificare la compatibilità con la motrice, la massa rimorchiabile indicata nei documenti e l’efficienza degli organi di aggancio. Gancio, giunti e parti meccaniche non devono presentare giochi, deformazioni o incrinature e vanno mantenuti puliti e adeguatamente lubrificati. Il collegamento elettrico deve permettere il corretto funzionamento delle luci e delle segnalazioni posteriori.

Il carico del rimorchio va distribuito in modo equilibrato, mantenendo gli oggetti pesanti vicini all’asse e il baricentro il più basso possibile. Non si deve concentrare il peso sul gancio: il carico verticale deve restare entro il limite indicato dal costruttore e non deve alterare l’assetto della motrice o l’inclinazione dei fari. Nei caravan una distribuzione sbilanciata può favorire oscillazioni e perdita di stabilità.

Il rimorchio aumenta la massa complessiva, riduce la capacità di accelerazione e allunga la frenata. Nelle curve segue una traiettoria più interna rispetto alla motrice, quindi la fascia di ingombro è maggiore e occorre allargare correttamente la manovra senza invadere spazi pericolosi. In discesa la spinta esercitata dal rimorchio richiede velocità moderata e uso prudente dei freni.

Nei rimorchi dotati di freno a inerzia, la frenata si attiva quando il rimorchio tende ad avvicinarsi alla motrice. Durante la sosta si aziona il freno di stazionamento del rimorchio e, in pendenza, è opportuno applicare cunei alle ruote. Per i rapporti di traino valgono i limiti tecnici riportati nei documenti: nel materiale dei quiz il valore massimo è indicato in 1 per determinati rimorchi frenati fino a 3,5 tonnellate e in 0,5 per quelli privi di dispositivo di frenatura.

Il traino di emergenza deve avvenire mediante un collegamento solido, come fune, catena, cavo o barra rigida, reso chiaramente visibile agli altri utenti. I conducenti dei due veicoli devono coordinare partenze, rallentamenti e traiettorie. Con il motore spento, servosterzo e servofreno possono non funzionare normalmente, rendendo più faticosi sterzo e frenata.

Sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali il traino di un veicolo in avaria è riservato ai mezzi di soccorso autorizzati. Non è quindi consentito improvvisare il traino con un’automobile privata lungo carreggiate, rampe, svincoli o pertinenze autostradali.

5. Autostrade e strade extraurbane principali

L’ingresso avviene attraverso la corsia di accelerazione. Chi si immette deve adeguare progressivamente la velocità e dare la precedenza ai veicoli che circolano sulle corsie di marcia. Ogni cambio di corsia va segnalato tempestivamente con gli indicatori di direzione e deve essere eseguito soltanto dopo aver verificato che lo spazio sia libero.

Su carreggiate, rampe e svincoli è vietato invertire il senso di marcia, procedere contromano, effettuare retromarcia o attraversare lo spartitraffico, anche in corrispondenza dei varchi. Un’uscita mancata non autorizza a tornare indietro: si prosegue fino allo svincolo successivo.

L’accesso è vietato agli utenti e ai veicoli esclusi dalla normativa, tra cui pedoni, animali non custoditi, ciclomotori e macchine agricole. Non possono inoltre circolare veicoli che, per condizioni d’uso, equipaggiamento, pneumatici o carico, costituiscano pericolo. Un carico disordinato, non assicurato, sporgente oltre i limiti oppure trasportato su un veicolo non stagno può quindi impedire l’accesso a queste strade.

Pedoni e animali possono trovarsi nelle aree di servizio o di sosta nei limiti consentiti; gli animali devono essere custoditi. Nelle pertinenze autostradali non è permesso chiedere o concedere passaggi, mentre le attività commerciali possono essere svolte soltanto se autorizzate.

La fermata e la sosta su carreggiate, rampe e svincoli sono consentite esclusivamente per emergenze dovute a malessere o inefficienza del veicolo e devono durare il tempo strettamente necessario. La corsia di emergenza non è una normale corsia di marcia. In presenza di un ingorgo può essere utilizzata per raggiungere un’uscita soltanto dal punto previsto, a partire dal segnale di preavviso collocato a cinquecento metri dallo svincolo.

Quando si incontra un automobilista fermo per avaria, non bisogna arrestarsi sulla corsia di emergenza per offrirgli un passaggio. Il comportamento corretto consiste nel segnalare la situazione ai servizi competenti, senza creare un ulteriore ostacolo.

6. Motocicli, ciclomotori e velocipedi

Sui motocicli è vietato trainare o farsi trainare da altri veicoli. Gli oggetti trasportati devono essere solidamente assicurati, non possono limitare la visuale o i movimenti del conducente e non devono strisciare sul terreno. Il trasporto del passeggero dipende dall’omologazione del veicolo e dalle altre condizioni previste, non dalla semplice presenza di un sellino lungo né dal fatto che il passeggero sia maggiorenne.

Velocipedi e ciclomotori hanno massa ridotta, possono procedere a velocità molto diverse rispetto alle autovetture e sono più esposti agli effetti di vento, buche e spostamenti d’aria. Il conducente di un veicolo a motore deve quindi prevedere possibili oscillazioni o manovre improvvise, evitando deviazioni laterali brusche e mantenendo una distanza adeguata durante il superamento.

Un ciclista può avere difficoltà a valutare la velocità con cui un’automobile si avvicina, specialmente sulle strade extraurbane. Rispettare formalmente il limite di velocità non basta quando la distanza laterale è insufficiente o quando la visibilità non consente una manovra sicura. Le differenze di massa e prestazioni richiedono maggiore prudenza da parte del conducente del veicolo più protetto.

Anche i fuoristrada e i SUV possono aumentare le conseguenze di una collisione a causa della massa, dell’altezza e di eventuali paraurti sporgenti o rinforzati. Queste caratteristiche non rendono il veicolo meno pericoloso per gli altri utenti e non giustificano una guida meno prudente nei centri abitati.

7. Persone trasportate e limiti del veicolo

Il numero di persone trasportabili è indicato nel documento di circolazione e non può essere deciso in base allo spazio che sembra disponibile. Le autovetture sono progettate per un massimo di otto passeggeri oltre al conducente, quindi nove persone complessive, purché il numero dei posti riportato nei documenti lo consenta.

Passeggeri e oggetti non devono ostacolare i comandi, ridurre la visibilità o compromettere la stabilità. Prima della partenza il conducente deve verificare che porte, carico, rimorchio e dispositivi posteriori siano correttamente chiusi, fissati e visibili. Il fatto che il percorso sia breve o che la velocità prevista sia ridotta non elimina questi obblighi.

8. Errori comuni

  • Pensare che il pannello per carichi sporgenti renda lecita qualsiasi sporgenza o possa essere sostituito da una bandiera rossa.
  • Usare corsia di emergenza, retromarcia o varchi dello spartitraffico per correggere un errore di percorso in autostrada.
  • Valutare un rimorchio soltanto dalla massa, senza controllare aggancio, carico verticale, freni, luci e comportamento dinamico.

Le domande più difficili

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