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8 Fermata, sosta e definizioni stradali

1. Introduzione

Le regole di fermata e sosta possono essere applicate correttamente soltanto conoscendo gli elementi della strada. Carreggiata, corsia, banchina, marciapiede e isola di traffico hanno funzioni diverse; confonderli porta a utilizzare spazi non destinati ai veicoli o a valutare in modo errato un divieto.

2. Strada, sede stradale e carreggiata

La strada è l'area a uso pubblico destinata alla circolazione di pedoni, veicoli e animali. Comprende diversi elementi e non coincide con la sola superficie asfaltata. La sede stradale è la superficie racchiusa entro i confini della strada, mentre la carreggiata è la parte destinata allo scorrimento dei veicoli.

Una strada può avere una o più carreggiate. Una semplice linea centrale separa corsie o sensi di marcia, ma non crea da sola due carreggiate; la separazione deriva normalmente da uno spartitraffico o da un elemento strutturale. Gli attraversamenti pedonali e ciclabili sono tracciati sulla carreggiata, mentre marciapiede, banchina e spartitraffico ne restano esterni.

3. Corsia, banchina e marciapiede

La corsia è una parte longitudinale idonea al transito di una sola fila di veicoli. Può essere destinata alla marcia ordinaria oppure avere una funzione specifica, come accelerazione, decelerazione, emergenza o uso riservato. La corsia di marcia appartiene alla carreggiata e non va confusa con la banchina.

La banchina si trova tra il margine della carreggiata e l'elemento esterno più vicino. Può essere asfaltata, ma non diventa per questo una corsia per la circolazione ordinaria. Il marciapiede è invece destinato ai pedoni ed è separato dalla carreggiata mediante rialzo o altra delimitazione; i veicoli non possono percorrerlo e possono sostarvi soltanto quando la segnaletica lo consente espressamente lasciando lo spazio previsto.

4. Spartitraffico, isola di traffico e salvagente

Lo spartitraffico è una parte longitudinale non carrabile che separa correnti di traffico. L'isola di traffico è una zona della carreggiata resa non percorribile per canalizzare le traiettorie; può essere rialzata oppure segnalata con zebrature. In entrambi i casi il veicolo non può usarla come spazio di transito, sosta o inversione.

Il salvagente è destinato alla protezione dei pedoni durante l'attraversamento o l'attesa presso alcune fermate. La sua funzione lo distingue dallo spartitraffico, che separa correnti veicolari, e dall'isola di traffico, che organizza i movimenti dei mezzi.

5. Fermata, sosta e arresto

La fermata è una sospensione breve della marcia, durante la quale il conducente resta pronto a ripartire. La sosta si prolunga nel tempo e consente al conducente di allontanarsi dopo avere messo in sicurezza il veicolo. L'arresto dipende invece dalle esigenze della circolazione, come un semaforo rosso, una coda o un ordine dell'agente, e non rappresenta una scelta volontaria.

La durata da sola non risolve ogni caso: conta lo scopo e il rapporto del conducente con il veicolo. Far salire rapidamente una persona può costituire fermata; lasciare il ciclomotore e allontanarsi, anche per poco, rientra nella sosta. In entrambe le situazioni non si deve creare pericolo o intralcio.

6. Come collocare il ciclomotore

Quando la sosta è consentita, il mezzo deve essere disposto nel modo indicato dalla segnaletica e senza ostacolare pedoni, accessi, fermate o corsie. Il ciclomotore occupa meno spazio di un'automobile, ma non può essere lasciato su marciapiedi, attraversamenti, piste ciclabili o zone destinate ad altri utenti.

Prima di allontanarsi si spegne il motore, si aziona il dispositivo di stazionamento o si colloca il mezzo in modo stabile e si impedisce l'uso da parte di persone non autorizzate. In pendenza occorre evitare che possa muoversi o cadere sulla carreggiata.

7. Principali divieti

Fermata e sosta sono vietate nei punti in cui ridurrebbero visibilità o spazio, come curve, dossi, intersezioni, passaggi a livello e attraversamenti. La sosta è inoltre vietata davanti agli accessi carrabili, negli spazi riservati, sulle piste ciclabili e dove impedirebbe l'uso di attrezzature o servizi.

Il cartello di divieto di fermata esclude sia fermata sia sosta volontarie; il divieto di sosta può consentire la fermata breve quando non crea intralcio. Orari, frecce e pannelli integrativi possono modificare il tratto o il periodo di validità.

8. Apertura delle porte e ripartenza

Prima di aprire una porta di un quadriciclo o scendere da un veicolo si controllano traffico, biciclette e ciclomotori che sopraggiungono. La ripartenza dal margine richiede specchi, controllo diretto, indicatore di direzione e precedenza ai veicoli già in circolazione. L'indicatore non obbliga gli altri a lasciare spazio.

9. Errori comuni

  • Usare strada, carreggiata e corsia come sinonimi.
  • Considerare la banchina asfaltata una corsia disponibile per la marcia o la sosta.
  • Confondere una fermata breve con l'arresto imposto dal traffico.
  • Lasciare il ciclomotore sul marciapiede perché occupa poco spazio.
  • Ripartire dal margine dopo avere segnalato senza controllare chi sopraggiunge.

Le domande più difficili

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