4 Dispositivi di equipaggiamento
1. Introduzione
I dispositivi di sicurezza riducono le conseguenze di urti, frenate improvvise e cadute. Per essere efficaci devono essere omologati, mantenuti in buone condizioni e utilizzati correttamente: la presenza di una cintura, di un airbag o di un casco non protegge chi li altera, li indossa male o li usa in modo incompatibile con gli altri sistemi.
2. Cinture di sicurezza e poggiatesta
Le cinture mantengono il corpo aderente al sedile durante un urto violento. Limitano il rischio di essere proiettati contro parabrezza, volante, cruscotto o altri occupanti e riducono la possibilità di essere sbalzati fuori dal veicolo. Sono utili anche nei percorsi urbani e alle basse velocità, perché una collisione o una frenata improvvisa possono produrre forze molto elevate.
Devono essere indossate dal conducente e dai passeggeri, compresi quelli seduti posteriormente, quando il veicolo ne è dotato. Chi possiede il foglio rosa è soggetto allo stesso obbligo. L’arrotolatore, la spia di mancato agganciamento e gli altri componenti non devono essere disattivati o modificati per eliminare un fastidio; alterare o ostacolare il normale funzionamento della cintura comporta un rischio e può essere sanzionato.
La cintura va fatta aderire al corpo senza torsioni. La parte diagonale passa sulla spalla e sul torace, non sul collo o sotto il braccio; la fascia inferiore deve poggiare in basso sul bacino. Abiti molto ingombranti, oggetti interposti e dispositivi non approvati possono impedirle di trattenere correttamente l’occupante.
Le esenzioni sono limitate ai casi previsti. Nel materiale dei quiz rientrano gli istruttori di guida mentre svolgono la propria attività, le persone affette da particolari patologie certificate e le donne in gravidanza quando esistono specifiche condizioni di rischio attestate. Età avanzata, obesità, percorso breve o presenza dell’airbag non eliminano l’obbligo.
Il poggiatesta deve essere regolato in altezza e inclinazione in modo coerente con la posizione della testa. Serve soprattutto a limitare l’iperestensione del collo e il cosiddetto colpo di frusta durante un tamponamento; non è progettato come semplice appoggio per rilassare la muscolatura mentre si guida.
3. Airbag e sistemi di ritenuta per bambini
L’airbag è un cuscino di materiale sintetico che si gonfia automaticamente in pochi millisecondi quando i sensori rilevano un urto compatibile con il suo intervento. Non viene attivato dal conducente e non è possibile scegliere manualmente la velocità minima d’impatto alla quale deve aprirsi.
La sua funzione è integrare la protezione offerta dalla cintura, non sostituirla. Senza cintura il corpo può trovarsi troppo vicino al punto di apertura e ricevere un impatto pericoloso dal cuscino in espansione. Per lo stesso motivo non bisogna assumere una posizione eccessivamente vicina al volante o appoggiare oggetti nella zona dalla quale fuoriesce l’airbag.
I bambini di statura inferiore a 1,50 metri devono utilizzare un sistema di ritenuta omologato e adatto alle loro caratteristiche. I seggiolini non sono tutti uguali, non possono essere costruiti artigianalmente e devono essere installati seguendo le istruzioni del produttore. Un percorso urbano, una velocità ridotta o la presenza di un adulto che tenga il bambino in braccio non rendono sicuro né regolare il trasporto senza il dispositivo appropriato.
Un seggiolino rivolto in senso contrario alla marcia non deve essere collocato davanti a un airbag passeggero attivo. Se il veicolo permette di disattivarlo, l’airbag va escluso prima di sistemare il seggiolino; quando non è possibile disattivarlo, quella configurazione non deve essere utilizzata sul sedile anteriore.
Le cinture dell’automobile non sostituiscono automaticamente il seggiolino quando il bambino supera una determinata età o sembra abbastanza grande. Il criterio richiamato nei quiz è la statura di 1,50 metri, insieme all’impiego di un sistema omologato adeguato.
4. Casco protettivo
Il casco riduce le conseguenze degli urti alla testa e deve essere omologato, della misura corretta e regolarmente allacciato durante tutta la marcia. L’obbligo riguarda conducenti e passeggeri di ciclomotori a due ruote e motocicli privi di cellula di sicurezza e sistemi di ritenuta. Non dipende dall’età, dal possesso della patente B, dalla durata del tragitto o dal limite di velocità della zona.
Indossarlo senza chiudere correttamente il cinturino espone al rischio che venga scalzato durante la caduta. Un casco troppo largo può spostarsi eccessivamente, mentre uno troppo stretto può risultare doloroso e distrarre. Il casco integrale protegge anche viso e mandibola e può essere utilizzato nei centri urbani.
La calotta e i materiali interni invecchiano per effetto di luce, calore e uso. Dopo un forte urto il casco va sostituito anche quando all’esterno non mostra deformazioni evidenti, perché la struttura interna può aver assorbito energia e perso parte della capacità protettiva.
Per la pulizia si utilizzano prodotti non corrosivi compatibili con i materiali indicati dal costruttore. Benzina, acquaragia, solventi, vernici e alcune colle possono indebolire la calotta. Anche gli adesivi non vanno applicati indiscriminatamente.
La visiera protegge occhi e viso da insetti, polvere e piccoli corpi estranei. Deve consentire una visione nitida nelle condizioni per le quali è omologata e va sostituita quando è rigata o danneggiata. Il sistema di aerazione limita l’appannamento; nastro adesivo e riparazioni improvvisate non restituiscono trasparenza e resistenza corrette.
5. Abbigliamento protettivo per motociclisti
Guanti, stivali e giacche specifici riducono abrasioni, urti e distorsioni in caso di caduta. Non eliminano il rischio, ma proteggono parti del corpo che il motociclista tende istintivamente a usare per attutire l’impatto.
I guanti motociclistici devono garantire sensibilità sui comandi e presa sicura. Proteggono palmo e dorso della mano durante lo strisciamento o l’urto e possono avere imbottiture differenti a seconda della stagione. I sistemi di chiusura limitano il rischio che si sfilino durante una caduta. Guanti da sci o modelli scelti soltanto per il colore non offrono automaticamente le stesse caratteristiche.
Gli stivali ad uso motociclistico proteggono piedi e caviglie da abrasioni, urti e torsioni. Sono progettati per non scalzarsi facilmente e non presentano stringhe o nastri liberi che possano impigliarsi nelle pedivelle. Scarpe da trekking, da caccia o da alpinismo possono essere robuste, ma non sono per questo equivalenti a calzature progettate e omologate per la moto.
Le giacche motociclistiche resistenti all’abrasione completano la protezione del busto e degli arti superiori. L’abbigliamento deve lasciare libertà di movimento e permettere di azionare correttamente tutti i comandi; una protezione scomoda, aperta o della misura sbagliata può spostarsi proprio nel momento in cui dovrebbe intervenire.
6. Errori comuni
- Pensare che airbag, percorso breve o bassa velocità rendano superflue le cinture di sicurezza.
- Collocare un seggiolino contrario al senso di marcia davanti a un airbag passeggero ancora attivo.
- Considerare equivalente al casco o all’abbigliamento omologato qualsiasi prodotto robusto o dall’aspetto simile.
Le domande più difficili
La calotta del casco può essere riparata con nastro adesivo di tipo speciale, se presenta una rottura inferiore ai tre centimetri
I seggiolini per bambini possono anche essere di costruzione artigianale, purché approvati da esperto della ASL
Se un'autovettura è munita di airbag, è possibile trasportare bambini sul sedile anteriore assicurati ad idoneo seggiolino solo se il veicolo è dotato di comando per disattivare l'airbag stesso
E' consentito il trasporto di bambini senza che siano assicurati a sistemi di ritenuta, purché su percorsi urbani
E' consentito il trasporto di bambini senza che siano assicurati a sistemi di ritenuta, purché sui sedili anteriori in braccio a persona maggiorenne