5 Distanza di sicurezza
1. Introduzione
La distanza di sicurezza è lo spazio che deve essere mantenuto dal veicolo che precede per poter rallentare o arrestarsi senza urtarlo. Non corrisponde a un numero identico in ogni situazione: cambia con la velocità, con le condizioni del conducente, con l’efficienza del veicolo e con le caratteristiche della strada.
2. Distanza di sicurezza e spazio di arresto
Il conducente deve mantenere una distanza tale da garantire l’arresto tempestivo del veicolo ed evitare collisioni con chi precede. Lo spazio necessario per fermarsi comprende due fasi diverse.
Lo spazio di reazione è la distanza percorsa dal momento in cui il conducente percepisce il pericolo fino a quando inizia effettivamente a frenare. Durante questo intervallo il veicolo continua a muoversi quasi alla stessa velocità. Aumentando la velocità, nello stesso tempo di reazione si percorrono più metri.
Lo spazio di frenata è la distanza percorsa dall’inizio dell’azione sui freni fino all’arresto completo. Dipende soprattutto dalla velocità, dall’aderenza, dalle condizioni di pneumatici e freni, dalla massa del veicolo e dalla pendenza della strada.
Lo spazio totale di arresto è la somma dello spazio di reazione e dello spazio di frenata. Nei quiz questi concetti non devono essere confusi: stanchezza, distrazione, alcol e alcuni farmaci aumentano principalmente il tempo e lo spazio di reazione; pneumatici usurati, freni inefficienti e fondo scivoloso aumentano soprattutto lo spazio di frenata.
La distanza di sicurezza deve essere almeno sufficiente a coprire lo spazio necessario per reagire e frenare. Deve inoltre lasciare un margine per un rallentamento improvviso del veicolo che precede, per un ostacolo non immediatamente visibile o per una manovra inattesa.
3. I fattori che modificano la distanza
La velocità è uno dei fattori più importanti. Se aumenta, cresce lo spazio percorso durante la reazione e cresce ancora più rapidamente lo spazio di frenata. In condizioni simili, raddoppiando la velocità lo spazio di frenata tende a diventare circa quattro volte maggiore; non è quindi corretto pensare che raddoppi soltanto.
La prontezza del conducente influisce sul momento in cui inizia la frenata. Stanchezza, sonnolenza, distrazione, alcol, sostanze stupefacenti e medicinali che rallentano i riflessi rendono necessario un margine maggiore. Un conducente attento non può comunque annullare il tempo di reazione: tra la percezione del pericolo e l’azione sui comandi trascorre sempre un intervallo.
Freni e pneumatici devono essere efficienti. Un battistrada usurato o una pressione non corretta riducono l’aderenza; freni deteriorati rendono meno efficace il rallentamento. I sistemi elettronici, come ABS e frenata automatica di emergenza, possono aiutare il conducente, ma non eliminano la necessità di mantenere la distanza.
Pioggia, neve, ghiaccio, fango, ghiaia e foglie bagnate rendono il fondo più scivoloso. In queste condizioni bisogna ridurre la velocità e aumentare lo spazio rispetto al veicolo davanti. Nella nebbia o durante una pioggia intensa la maggiore distanza serve anche a compensare la ridotta visibilità: seguire da vicino le luci di un altro veicolo non è una soluzione sicura.
La discesa tende ad allungare lo spazio di frenata, perché il peso del veicolo favorisce il movimento. Anche il carico e la presenza di un rimorchio possono modificare massa, stabilità e capacità di arresto. In salita lo spazio di frenata può diminuire, ma ciò non autorizza a eliminare la distanza di sicurezza.
4. Come valutare lo spazio durante la marcia
Non esiste una distanza minima generale valida per tutte le velocità e per qualsiasi strada. Il conducente deve valutarla continuamente, osservando la situazione e aumentando il margine quando peggiora anche uno solo dei fattori di sicurezza.
Un metodo pratico consiste nel scegliere un punto fisso, come un cartello o un albero, e contare il tempo trascorso tra il passaggio del veicolo che precede e quello del proprio mezzo. La regola dei due secondi offre un riferimento indicativo in condizioni favorevoli, ma non è un valore legale e non è sufficiente in ogni situazione. Con pioggia, ghiaccio, scarsa visibilità, stanchezza o un veicolo pesante occorre aumentare sensibilmente il tempo.
La distanza permette inoltre di vedere meglio la strada davanti. Viaggiare troppo vicino a un autocarro, a un autobus o a un veicolo con carico ingombrante limita la visuale e riduce il tempo disponibile per accorgersi di una frenata, di un semaforo o di un ostacolo.
Quando il veicolo che precede trasporta un carico instabile, è necessario lasciare più spazio per poter reagire alla possibile caduta della merce. Lo stesso principio vale dietro motocicli, ciclomotori e biciclette, che possono deviare la traiettoria per buche, vento o irregolarità del fondo.
Nel traffico lento la distanza continua a essere necessaria. Anche a velocità ridotta bisogna poter arrestare il veicolo senza tamponare e lasciare uno spazio sufficiente per effettuare una manovra qualora il mezzo davanti rimanga fermo.
5. Distanze minime previste in casi particolari
La regola generale non stabilisce un numero fisso di metri, ma il Codice prevede alcune distanze minime in situazioni specifiche.
Fuori dai centri abitati, quando il divieto di sorpasso riguarda soltanto alcune categorie di veicoli, tra i veicoli appartenenti a tali categorie deve essere mantenuta una distanza di almeno cento metri. Questa disposizione non si applica nei tratti con due o più corsie per ogni senso di marcia.
Quando sono in funzione macchine sgombraneve o spargitrici, bisogna procedere con la massima cautela e mantenere una distanza di almeno venti metri. La misura non rappresenta una distanza valida dietro qualsiasi veicolo e non significa che venti metri siano sempre sufficienti nelle altre condizioni.
Nei quiz le cifre vengono spesso trasferite a situazioni diverse per rendere falsa la frase. Cento metri non costituiscono la regola generale fuori dai centri abitati, mentre venti metri non sono la distanza universale da mantenere in città, in autostrada o dietro un autocarro.
6. Tamponamento e comportamento prudente
La distanza deve consentire di affrontare anche un arresto improvviso del veicolo davanti. Affidarsi al fatto che chi precede non dovrebbe frenare bruscamente è contrario alla guida preventiva: un pedone, un ostacolo o un guasto possono costringerlo a rallentare senza preavviso.
In prossimità di incroci, attraversamenti pedonali, curve, dossi, cantieri e code la possibilità di una frenata aumenta. Bisogna quindi ridurre la velocità e creare gradualmente un margine maggiore, evitando di risolvere il problema con una frenata tardiva.
Mantenere una distanza insufficiente favorisce il tamponamento e può coinvolgere più veicoli. In una fila, ogni conducente deve conservare il proprio spazio; non è sufficiente che il primo veicolo proceda lentamente o che il traffico sembri regolare.
7. Errori comuni
- Cercare un numero fisso di metri valido per qualsiasi velocità, strada e condizione.
- Confondere lo spazio di reazione con lo spazio di frenata o attribuire ai freni il ritardo del conducente.
- Pensare che ABS, fondo asciutto o velocità ridotta rendano inutile mantenere un margine dal veicolo davanti.
Le domande più difficili
La distanza minima di sicurezza se si viaggia a 150 km/h deve essere di circa 25 metri
La distanza minima di sicurezza se si viaggia a 130 km/h deve essere di circa 20 metri
Su strada extraurbana a una corsia per senso di marcia, la distanza fra veicoli adibiti al trasporto di merci di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate, cui sia stato imposto il divieto di sorpasso, deve essere di almeno 100 metri
La distanza minima di sicurezza se si viaggia a 150 km/h deve essere di circa 42 metri
La distanza fra autotreni, in presenza di segnali di divieto di sorpasso fra di loro, deve essere pari ad almeno 10 metri