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9 Manutenzione e sicurezza del veicolo

1. Introduzione

La sicurezza dipende anche dalle condizioni del mezzo. Pneumatici, freni, sterzo, sospensioni e organi di trasmissione devono lavorare insieme: un solo componente inefficiente può ridurre l’aderenza, allungare la frenata o rendere il veicolo difficile da controllare. Il conducente non deve eseguire riparazioni specialistiche, ma deve riconoscere le anomalie evidenti e richiedere un controllo prima che diventino pericolose.

2. Pneumatici, pressione e aderenza

Gli pneumatici sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e la strada. Devono avere misure previste dall’omologazione, essere integri e presentare un battistrada visibile su tutta la circonferenza. Sulle ruote dello stesso asse devono essere montati pneumatici uguali per caratteristiche, così da mantenere un comportamento equilibrato.

La profondità minima degli intagli principali del battistrada è di 1,6 millimetri per gli autoveicoli e di 1 millimetro per i motoveicoli. Raggiungere il limite minimo non significa che lo pneumatico conservi la stessa efficacia di uno nuovo, soprattutto sul bagnato.

Il controllo deve riguardare anche i fianchi. Tagli, rigonfiamenti, screpolature o deformazioni possono precedere una perdita improvvisa di pressione o uno scoppio. Dopo un urto contro una buca o un marciapiede bisogna verificare ruota e pneumatico anche quando il danno non è subito evidente.

La pressione si controlla a pneumatici freddi e deve corrispondere ai valori indicati dal costruttore, adattandola al carico quando previsto. Una pressione insufficiente aumenta deformazione, attrito, consumi e usura dei bordi; una pressione eccessiva concentra maggiormente l’usura nella zona centrale e riduce la capacità di assorbire le irregolarità.

Va controllata anche la ruota di scorta, quando presente. Il sistema automatico di monitoraggio della pressione aumenta la sicurezza, ma non sostituisce l’osservazione periodica e non rileva necessariamente tutti i danni strutturali.

La forza aderente si oppone allo slittamento dello pneumatico. Diminuisce su ghiaccio, fango, foglie bagnate, rotaie e segnaletica orizzontale resa scivolosa dalla pioggia. Sui motocicli la perdita di aderenza può essere particolarmente rapida perché l’equilibrio dipende da una superficie di contatto ridotta.

3. Freni, ABS e freno di stazionamento

L’impianto frenante trasforma l’energia del veicolo in calore attraverso l’attrito. Le guarnizioni di attrito sono quindi sottoposte a temperature elevate e possono perdere efficacia se vengono surriscaldate da un uso prolungato, soprattutto nelle discese.

Il servofreno riduce lo sforzo richiesto sul pedale. Nei sistemi a depressione l’assistenza dipende dal funzionamento del motore e può diminuire dopo alcuni azionamenti a motore spento. Il veicolo conserva la possibilità di frenare, ma il comando può diventare molto più duro.

L’ABS evita il bloccaggio delle ruote modulando la pressione frenante su quelle che stanno per perdere rotolamento. Durante una frenata di emergenza consente di mantenere una maggiore capacità di sterzare, ma non crea aderenza e non garantisce in ogni fondo uno spazio di arresto più breve. Con l’ABS si mantiene una pressione decisa e continua sul pedale, senza pomparlo.

Una frenata poco efficace o squilibrata può dipendere da surriscaldamento, usura, presenza di acqua, perdita di liquido oppure differenze di pressione tra gli pneumatici dello stesso asse. Se il veicolo tende da un lato, alcune ruote si bloccano prima delle altre o il comando ha una risposta anomala, l’impianto deve essere controllato.

Il liquido freni si verifica nell’apposita vaschetta trasparente, confrontando il livello con i riferimenti. Un livello basso può indicare usura o perdita e non deve essere risolto con un rabbocco automatico senza individuarne la causa. Sui motocicli possono essere presenti vaschette separate per il freno anteriore e quello posteriore.

Dopo il lavaggio del veicolo o il passaggio in acqua, in un luogo sicuro è opportuno provare con prudenza i freni. L’umidità sulle superfici frenanti può ridurne temporaneamente l’efficacia.

Il freno di stazionamento serve a trattenere il veicolo fermo. Non è destinato alla normale frenatura di servizio, ma può essere utilizzato con cautela in emergenza se il sistema principale non funziona. Prima di sostituire una ruota bisogna inserirlo e innestare la prima marcia o la retromarcia, secondo la posizione del veicolo.

4. Sospensioni, ammortizzatori e sterzo

Le sospensioni collegano le ruote alla struttura del veicolo, assorbono le irregolarità e aiutano a mantenere gli pneumatici a contatto con il fondo. Gli ammortizzatori limitano le oscillazioni delle molle e contribuiscono alla stabilità in curva e in frenata.

Sospensioni o ammortizzatori inefficienti possono provocare perdita di tenuta, maggiore affaticamento del conducente, comportamento anomalo in frenata e usura irregolare degli pneumatici. Il sovraccarico accelera il deterioramento e può causare danni o temporanea inefficienza.

Dopo aver superato una buca profonda o subito un urto forte, bisogna prestare attenzione a rumori, inclinazioni anomale, vibrazioni e variazioni della traiettoria. Una sola sospensione danneggiata può rendere insicura la guida: le altre non compensano automaticamente il guasto.

Lo sterzo non deve presentare giochi eccessivi. Un gioco anomalo rende imprecisa la traiettoria, mentre vibrazioni al volante possono indicare problemi di bilanciatura, ruote danneggiate o altri difetti da verificare. Il servosterzo facilita la sterzata e può aiutare a mantenere il controllo in caso di foratura, ma non migliora direttamente l’azione frenante.

5. Curve, carico e stabilità

In curva il veicolo tende a spostarsi verso l’esterno della traiettoria. Il rischio aumenta con velocità elevata, curva stretta, baricentro alto, carreggiata del veicolo ridotta e carico sistemato male.

Veicoli alti, caravan e mezzi sovraccarichi sono più esposti al ribaltamento. Gli oggetti pesanti devono essere collocati in basso e distribuiti in modo equilibrato, evitando di concentrare la massa su un lato o troppo lontano dagli assi.

La forza aderente permette agli pneumatici di opporsi allo slittamento verso l’esterno. Quando il fondo è scivoloso o gli pneumatici sono deteriorati, il limite di aderenza viene raggiunto prima. Accelerare in curva non evita lo slittamento o il ribaltamento: occorre ridurre la velocità prima di iniziare la traiettoria.

Nelle lunghe discese si inserisce una marcia bassa per utilizzare il freno motore e limitare il surriscaldamento dei freni. Non si procede in folle e non si mantiene parzialmente inserito il freno di stazionamento.

6. Ruota forata e sostituzione in sicurezza

In caso di foratura il veicolo può tirare verso il lato della ruota danneggiata. Bisogna mantenere saldamente il volante o il manubrio, evitare sterzate e frenate brusche, ridurre gradualmente la velocità e fermarsi in un luogo sicuro.

Per sostituire una ruota si sceglie un terreno stabile e quanto più possibile orizzontale. Si inseriscono freno di stazionamento e marcia, si fanno scendere i passeggeri e si adottano le segnalazioni necessarie quando il veicolo è vicino al traffico.

Prima di sollevare il mezzo si allentano leggermente i bulloni. Il cric va posizionato soltanto nei punti previsti dal costruttore e nessuno deve infilarsi sotto il veicolo sostenuto dal solo martinetto.

Dopo aver montato la ruota di scorta, i bulloni vengono accostati con il veicolo sollevato e serrati definitivamente dopo averlo abbassato. Se la ruota è di tipo temporaneo, si rispettano velocità, distanza e altre limitazioni riportate sul dispositivo e nel manuale del veicolo.

7. Veicoli a due ruote

Nei motocicli e ciclomotori la catena di trasmissione deve avere tensione corretta, essere lubrificata e non presentare usura eccessiva. Una catena troppo lenta può uscire dalla sede, mentre una troppo tesa sollecita trasmissione e cuscinetti. Una lubrificazione insufficiente favorisce usura e rottura.

Il livello dell’olio si controlla seguendo la procedura del costruttore e mantenendo il veicolo nella posizione prevista. Non esiste una regola unica valida per ogni modello, perché alcuni controlli si effettuano con il mezzo verticale e altri attraverso astina, oblò o sistema elettronico.

L’interruttore di emergenza collocato sul manubrio permette di spegnere rapidamente il motore. Per avviare il veicolo deve trovarsi nella posizione di funzionamento. Non è un freno di stazionamento e non viene normalmente azionato con il piede.

8. Impianto di scarico, parabrezza e controlli essenziali

Nei veicoli a combustione l’impianto di scarico convoglia i gas verso l’esterno, riduce la rumorosità e collabora alla limitazione delle emissioni. Una marmitta deteriorata può aumentare il rumore e permettere la fuoriuscita di gas in punti pericolosi. Nei veicoli elettrici puri questo impianto non è presente.

Il parabrezza deve garantire una visione chiara. Crepe, lesioni e rotture non si riparano con nastro adesivo: richiedono una valutazione professionale e, nei casi necessari, la sostituzione. Spazzole, lavavetri e sistema di disappannamento devono essere efficienti.

Prima di partire è utile controllare visivamente pneumatici, perdite, luci, vetri, specchi e chiusura di porte e cofano. Oggetti lasciati sotto il sedile del conducente possono scivolare verso i pedali e ostacolare i movimenti.

Dopo un incidente con rischio di incendio bisogna spegnere il quadro elettrico, allontanare le persone e chiamare i soccorsi. Non si tenta di smontare serbatoi di benzina, GPL o altri componenti pericolosi.

9. Errori comuni

  • Considerare ABS, servosterzo e sistemi automatici capaci di compensare pneumatici usurati o fondo privo di aderenza.
  • Limitarsi al battistrada senza controllare pressione, fianchi, deformazioni e compatibilità degli pneumatici.
  • Continuare a guidare nonostante il veicolo tiri da un lato, vibri o presenti una risposta anomala di freni, sterzo o sospensioni.

Le domande più difficili

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