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19 Segnali di divieto

1. Introduzione

I segnali di divieto appartengono ai segnali di prescrizione e impongono limitazioni alla circolazione. Sono generalmente circolari, con bordo rosso e fondo chiaro, ma il significato preciso dipende dal simbolo centrale e dagli eventuali pannelli integrativi. Prima di rispondere a un quiz bisogna quindi chiedersi quale comportamento è vietato, quali utenti sono coinvolti e per quale tratto vale la prescrizione.

2. Regole generali e validità

Il divieto produce normalmente effetto dal punto in cui il segnale è collocato. Può terminare in corrispondenza di un segnale di fine prescrizione, di una nuova indicazione incompatibile oppure al termine del tratto stabilito dalla normativa e dalla segnaletica.

Un pannello integrativo può indicare distanza, estensione, orari, giorni, categorie coinvolte o eccezioni. Il pannello non va letto separatamente dal cartello: un simbolo di autocarro può specificare i destinatari del divieto, mentre una formula di eccezione può escludere proprio quella categoria.

La forma circolare non identifica sempre un divieto, perché anche i segnali di obbligo sono circolari. Il bordo rosso richiama normalmente una limitazione, mentre il fondo blu è tipico di molti obblighi. Esistono inoltre segnali di fine prescrizione con fondo chiaro e barre oblique, privi del normale bordo rosso.

La presenza del segnale non impedisce automaticamente il passaggio a pedoni o categorie non rappresentate. Bisogna riconoscere con precisione il destinatario, evitando di estendere il divieto a tutti gli utenti.

3. Senso vietato e transito vietato

Il segnale di senso vietato è un disco rosso con una barra orizzontale bianca. Vieta di entrare nella strada dalla direzione in cui è posto ed è frequente all’uscita di una strada a senso unico. Non significa che la strada sia chiusa in entrambe le direzioni.

Il segnale di transito vietato ha fondo bianco e bordo rosso. Vieta la circolazione dei veicoli in entrambi i sensi nel tratto interessato, salvo eccezioni indicate. Non equivale al senso vietato e non riguarda automaticamente i pedoni.

La differenza va letta dal punto di vista di chi incontra il segnale. Con il senso vietato non si può entrare da quel lato, ma i veicoli possono provenire dalla direzione opposta. Con il transito vietato il tratto è chiuso alla circolazione dei veicoli da entrambi gli accessi.

Nei quiz una frase può risultare falsa perché confonde “non entrare da questa direzione” con “strada chiusa in entrambi i sensi”, oppure perché attribuisce il divieto anche a utenti che il segnale non comprende.

4. Divieti riferiti a specifiche categorie

Quando al centro del segnale compare la sagoma di una categoria, il divieto riguarda soltanto quella rappresentata. Possono essere vietati motocicli, biciclette, ciclomotori, autovetture, autobus, autocarri, veicoli a trazione animale, pedoni o altre categorie previste.

Il divieto ai motocicli riguarda i motocicli, non tutte le persone che circolano su due ruote. Biciclette e ciclomotori sono categorie diverse e possono transitare quando non sono coinvolti da altre prescrizioni.

Il divieto alle biciclette comprende i velocipedi, compresi i modelli a più posti che mantengono tale classificazione. Non vieta automaticamente il transito ai ciclomotori o ai motocicli.

Il segnale riferito agli autocarri può essere accompagnato da un valore di massa. In quel caso bisogna osservare se la limitazione riguarda la massa complessiva a pieno carico riportata nei documenti e non il peso effettivo trasportato in quel momento.

Quando nel segnale sono raffigurate più sagome, il divieto si applica alle categorie rappresentate. Non significa che sia vietato il transito a qualunque veicolo e non deve essere interpretato come obbligo di utilizzare una corsia riservata.

5. Limiti di massa e dimensioni

Alcuni segnali vietano il transito ai veicoli che superano un determinato valore di larghezza, altezza, lunghezza, massa complessiva o massa per asse.

Il limite di larghezza considera l’ingombro effettivo del veicolo, comprese le parti sporgenti rilevanti. Il limite di altezza serve a proteggere sottopassi, gallerie, ponti e altri elementi che non consentono il passaggio di mezzi più alti.

Il limite di lunghezza può riguardare veicoli singoli o complessi di veicoli. Un’automobile con rimorchio deve quindi essere valutata considerando la lunghezza complessiva quando il segnale si riferisce al complesso.

Il limite di massa complessiva vieta il passaggio ai veicoli la cui massa supera il valore indicato. Il limite per asse riguarda invece il peso gravante sul singolo asse e può essere superato anche da un veicolo la cui massa totale resta entro altri limiti.

Questi segnali non indicano la distanza da un ostacolo, la portata consigliata o il peso del carico trasportabile. Il numero rappresenta il valore massimo ammesso per il parametro mostrato dal simbolo.

6. Divieto di sorpasso

Il segnale di divieto di sorpasso vieta ai veicoli a motore di superare altri veicoli a motore, con le eccezioni previste per i veicoli a due ruote non affiancati. Non vieta automaticamente di superare biciclette, ciclomotori a due ruote o motocicli senza carrozzetta quando la manovra può essere compiuta nel rispetto delle altre regole.

Il segnale non impone di mantenere una velocità minima e non vieta ogni spostamento laterale. Resta comunque necessario valutare visibilità, linea di mezzeria, incroci, curve e traffico.

Il divieto di sorpasso per i veicoli di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate riguarda i veicoli destinati al trasporto di cose che superano tale massa. Non si estende automaticamente alle autovetture, agli autobus o agli altri veicoli che non rientrano nella categoria indicata.

I segnali di fine divieto sono riconoscibili dalle barre oblique nere. La fine di uno specifico divieto libera soltanto da quella prescrizione: non annulla limiti, linee continue o altri divieti ancora presenti.

7. Limiti di velocità e fine delle prescrizioni

Il segnale di limite massimo di velocità vieta di superare il valore indicato in chilometri orari. Il numero non rappresenta una velocità obbligatoria da mantenere: il conducente deve procedere più lentamente quando strada, traffico, visibilità o condizioni del veicolo lo richiedono.

Il limite può essere riferito a un tratto, a una categoria, a una corsia o a determinati orari attraverso pannelli e altri segnali. Un valore riportato sul retro di un veicolo pesante indica il limite proprio di quel veicolo e non costituisce un segnale stradale rivolto a tutti.

Il segnale di fine del limite massimo permette di tornare al limite generale previsto per quella strada, salvo altre prescrizioni. Non autorizza ad accelerare senza considerare le condizioni concrete.

Il segnale di fine di tutte le prescrizioni locali indica la cessazione dei divieti locali precedentemente imposti, ma non annulla le regole generali del Codice della Strada. Restano quindi validi i limiti ordinari, i divieti stabiliti dalla legge e le condizioni di sicurezza.

Il limite minimo di velocità e la sua fine appartengono ai segnali di obbligo, non ai divieti. Nei quiz la somiglianza numerica può indurre a confondere il disco bianco con bordo rosso e quello blu.

8. Divieto di segnalazioni acustiche

Il segnale vieta l’uso dei dispositivi acustici nel tratto interessato. Il conducente non può usare il clacson per salutare, richiamare l’attenzione o sollecitare chi procede lentamente.

Rimane consentito utilizzare il dispositivo acustico quando è necessario per evitare un pericolo immediato. Il divieto non impone di spegnere la radio e non riguarda gli indicatori di direzione o le segnalazioni luminose.

Il segnale non indica una zona silenziosa destinata ai pedoni né vieta il transito ai veicoli rumorosi. La prescrizione riguarda specificamente l’uso delle segnalazioni acustiche.

9. Divieto di sosta e divieto di fermata

Il divieto di sosta è un disco blu con bordo rosso e una barra diagonale rossa. Vieta di lasciare il veicolo in sosta, ma consente una breve fermata quando non crea pericolo o intralcio e non esistono altri divieti.

Il divieto di fermata presenta due barre diagonali rosse incrociate. Vieta sia la fermata sia la sosta, quindi non permette di arrestarsi volontariamente neppure per far salire o scendere un passeggero. L’arresto imposto dal traffico resta distinto e può essere inevitabile.

Nei centri abitati il divieto di sosta, in assenza di pannelli diversi, vale normalmente dalle ore 8 alle ore 20; fuori dai centri abitati vale per tutte le ventiquattro ore. Il divieto di fermata ha validità permanente, salvo diversa indicazione.

I pannelli con frecce possono indicare inizio, continuazione e fine del tratto. Orari, giorni, pulizia stradale, rimozione forzata o categorie riservate modificano l’applicazione del segnale e devono essere letti con attenzione.

La rimozione forzata non è un segnale autonomo di divieto: informa che il veicolo lasciato in violazione può essere rimosso. Il bordo del marciapiede a segmenti gialli e neri indica un divieto di sosta e non la fine della prescrizione.

10. Errori comuni

  • Confondere senso vietato e transito vietato, attribuendo a entrambi la chiusura della strada nei due sensi.
  • Estendere un divieto specifico a categorie non rappresentate dal simbolo.
  • Pensare che la fine di un divieto annulli anche limiti generali e altre prescrizioni presenti.

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