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14 Prevenzione incidenti

1. Introduzione

Prevenire un incidente significa riconoscere in anticipo i fattori che possono trasformare una situazione normale in un pericolo. La causa raramente è unica: condizioni della strada, comportamento del conducente, visibilità, traffico, stato del veicolo e presenza di utenti vulnerabili possono sommarsi. La guida sicura richiede quindi attenzione costante, velocità adeguata e capacità di prevedere gli errori altrui.

2. Come nascono gli incidenti

Tra le cause legate alla strada rientrano fondo deformato o scivoloso, restringimenti, strettoie non segnalate, incroci poco visibili e assenza di segnaletica orizzontale. Una strada suddivisa correttamente in corsie o carreggiate, invece, non costituisce di per sé una causa di incidente e può rendere più ordinati i flussi.

Il comportamento umano ha un ruolo decisivo. Velocità eccessiva o non adeguata, distanza insufficiente, distrazione, stanchezza, uso di alcol o sostanze, mancato rispetto delle precedenze e manovre improvvise riducono il tempo disponibile per reagire.

Anche un veicolo inefficiente può contribuire all’incidente. Pneumatici usurati, freni difettosi, luci non funzionanti, vetri sporchi o carico sistemato male compromettono aderenza, visibilità e controllo. I sistemi elettronici di assistenza aiutano il conducente, ma non compensano una guida imprudente o una manutenzione trascurata.

La prevenzione consiste nell’interrompere questa catena prima che si completi. Ridurre la velocità, aumentare la distanza, rinunciare a una manovra incerta o fermarsi quando non si è in condizioni adeguate sono scelte corrette, anche quando gli altri utenti sembrano procedere normalmente.

3. Guida difensiva e utenti vulnerabili

La guida difensiva parte dal principio che gli altri possono sbagliare. Un indicatore di direzione acceso non garantisce che il veicolo svolti davvero; chi ha la precedenza deve comunque controllare che gli altri siano in grado di fermarsi.

Pedoni, bambini, anziani, ciclisti, motociclisti e persone con disabilità sono più esposti alle conseguenze di un urto. Possono essere nascosti da veicoli in sosta, autobus, siepi o altri ostacoli. Vicino a scuole, fermate e attraversamenti bisogna quindi rallentare prima di vedere interamente il pericolo.

Motocicli e ciclomotori hanno una sagoma ridotta e possono essere difficili da valutare a distanza. Prima di svoltare, cambiare corsia o aprire una portiera è necessario controllare specchi e angoli ciechi. Durante il sorpasso si mantiene un’adeguata distanza laterale, evitando spostamenti d’aria e passaggi troppo ravvicinati.

I conducenti dei veicoli a due ruote devono rendersi visibili utilizzando i proiettori anabbaglianti anche durante il giorno. Gli abbaglianti non devono essere usati continuamente, perché possono disturbare o abbagliare gli altri utenti.

4. Nebbia, pioggia e scarsa visibilità

In caso di nebbia fitta bisogna ridurre la velocità in relazione alla distanza effettivamente visibile e aumentare la distanza di sicurezza. Si utilizzano i fendinebbia anteriori oppure, quando non disponibili, i proiettori anabbaglianti. Gli abbaglianti possono riflettersi sulle goccioline sospese e peggiorare la visione.

La segnaletica orizzontale può aiutare a mantenere la posizione, ma non deve essere seguita a una velocità incompatibile con la visibilità. Se non è più possibile procedere con sufficiente sicurezza, bisogna lasciare la carreggiata e fermarsi in un luogo protetto, evitando di sostare sulla corsia di marcia.

Con pioggia intensa aumentano lo spazio di frenata e il rischio di aquaplaning. Le prime gocce possono mescolarsi con polvere e residui presenti sull’asfalto, rendendolo particolarmente scivoloso. Occorre moderare l’andatura, evitare frenate brusche e mantenere una traiettoria regolare.

Per motocicli e ciclomotori, rotaie del tram, tombini, strisce pedonali e altre superfici metalliche o verniciate diventano molto scivolose quando sono bagnate. Vanno attraversate a velocità ridotta e con il mezzo quanto più possibile diritto, evitando accelerazioni, frenate o inclinazioni improvvise.

5. Neve, ghiaccio e perdita di aderenza

Su neve e ghiaccio bisogna procedere lentamente, aumentare molto la distanza di sicurezza ed evitare manovre brusche. Acceleratore, sterzo e freni devono essere utilizzati in modo progressivo.

Quando un’ordinanza o la segnaletica lo prescrive, il veicolo deve essere munito di pneumatici invernali oppure avere a bordo mezzi antisdrucciolevoli conformi. Le catene si montano sulle ruote motrici, seguendo le indicazioni del costruttore.

Se il veicolo rimane infossato nella neve o nella sabbia e una ruota slitta, può essere utile collocare sotto di essa materiale capace di aumentare l’attrito, come tappetini o pezzi di legno. Accelerare violentemente tende invece a far scavare maggiormente la ruota.

Con fondo innevato o ghiacciato la marcia in salita e in discesa richiede particolare attenzione. In discesa si utilizza un rapporto basso per sfruttare il freno motore; in salita si mantiene un’andatura regolare, evitando arresti e ripartenze non necessari.

6. Comportamento dopo un incidente

Chi è coinvolto in un incidente comunque collegabile al proprio comportamento deve fermarsi. La convinzione di non avere colpa non autorizza ad allontanarsi. Se vi sono persone ferite, esiste anche l’obbligo di prestare l’assistenza necessaria.

La prima priorità è evitare un secondo incidente. Si spegne il motore, si attivano le segnalazioni disponibili e si valuta la scena senza esporsi al traffico. Fuori dai centri abitati, quando il veicolo o l’ostacolo non sono visibili a sufficiente distanza, si utilizza il triangolo secondo le regole previste e si indossa il giubbotto retroriflettente prima di scendere.

Se i veicoli creano intralcio e non vi sono esigenze che impongano di lasciarli nella posizione originaria, bisogna rendere libero il transito per quanto possibile. Prima di spostarli è utile documentare la posizione con fotografie scattate da un punto sicuro, senza ritardare operazioni urgenti.

Quando vi sono feriti, pericolo, traffico bloccato o situazione non gestibile, si chiama il 112 fornendo luogo preciso, numero delle persone coinvolte, condizioni apparenti e pericoli presenti. Non bisogna interrompere la chiamata finché l’operatore non ha raccolto le informazioni necessarie.

Il ferito non va spostato, fatto camminare o fatto bere, salvo che la permanenza nel punto in cui si trova lo esponga a un pericolo immediato. Le manovre di primo soccorso devono essere compatibili con le proprie conoscenze e con le istruzioni ricevute dai soccorritori.

7. Dati, tracce e responsabilità dopo il sinistro

I conducenti devono scambiarsi i dati necessari per l’identificazione personale, dei veicoli e delle assicurazioni. È utile annotare targhe, recapiti dei testimoni, luogo, ora, danni visibili e condizioni della strada.

Il modulo di constatazione amichevole facilita la gestione assicurativa quando le parti possono descrivere insieme l’accaduto, ma non è sempre obbligatorio e non sostituisce l’intervento delle autorità quando vi sono feriti, pericoli o fatti che richiedono accertamenti.

Le tracce dell’incidente non devono essere alterate inutilmente. Allo stesso tempo, lasciare i veicoli sulla carreggiata senza necessità può creare un altro pericolo. Bisogna quindi distinguere tra la necessità di documentare la scena e quella di liberare il traffico.

Se il responsabile si allontana, è importante raccogliere senza esporsi elementi utili come targa, modello, colore e direzione di fuga, comunicandoli alle autorità.

L’obbligo di fermarsi e favorire il soccorso riguarda anche gli incidenti con animali d’affezione, da reddito o protetti. Un animale ferito può reagire in modo imprevedibile: non va manipolato senza sicurezza, ma bisogna attivare tempestivamente i soccorsi competenti.

8. Errori comuni

  • Pensare che avere la precedenza o rispettare il limite escluda ogni possibile responsabilità.
  • Fotografare o discutere sulla carreggiata prima di mettere in sicurezza persone e traffico.
  • Allontanarsi perché i danni sembrano lievi o perché si ritiene di non aver causato l’incidente.

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